COLDIRETTI: AL VIA ACCORDO DI FILIERA DEL GRANO DURO

Verrà presentato giovedì da Coldiretti Basilicata presso il pastificio De Sortis

Mira a smascherare l’inganno di un pacco di pasta su tre che è fatto con grano straniero senza indicazione, l’accordo di filiera del grano duro sottoscritto da Coldiretti Basilicata e dal pastificio “De Sortis” di San Nicola di Pietragalla che verrà presentato giovedì mattina presso lo stabilimento produttivo lucano.  E’ un passo importante che va nella stessa direzione dell’avvio della procedura formale di notifica dei decreti dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso come anticipato alla manifestazione della Coldiretti davanti al Ministero delle Politiche Agricole. “L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto –  ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy che in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. “Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma – continua il direttore di Coldiretti Basilicata, Francesco Manzari – l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Con l’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però –conclude Manari  –  1/3 della spesa dei consumatori  resta anonima. Si auspica ora che possa concludersi al piu’ presto l’iter comunitario per pasta e riso per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo”.  

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