Fragole di Bisceglie agli studenti delle scuole di Policoro. Leone: “E’ un oltraggio. Si riveda il bando”

Fa discutere l’iniziativa “Frutta nelle Scuole” che ha il fine di Promuovere la frutta tra gli studenti ma non lo fa nel modo migliore. “Si tratta potenzialmente di una buona iniziativa, ma il fatto che a Policoro, città della fragola, si portino le fragole di Bisceglie mi sembra un oltraggio a tutti i produttori di fragole del Metepontino” ha commentato il sindaco di Policoro Rocco Luigi Leone. Ieri mattina, infatti, nelle scuole della nostra città con il progetto europeo Frutta nelle Scuole “nutrirsi bene, un insegnamento che frutta” sono stati distribuiti dei cestini di fragole di 160 grammi (1 porzione), e più di qualcuno, tra studenti e insegnanti, si è chiesto come mai le fragole non fossero del nostro territorio. “Per carità – afferma Leone -, non abbiamo niente contro i prodotti delle altre regioni, ma nella nostra regione, nel nostro territorio dove agricoltori con sudore e fatica lavorano la nostra terra non si può venire a promuovere un prodotto come questo”.

E ancora: “Ma la Regione Basilicata, l’assessore all’Agricoltura, il Ministero dell’Agricoltura e alla Comunità Europea sono a conoscenza di queste iniziative? Come hanno potuto consentire tutto ciò? Da primo cittadino di questa città non posso accettare che questa cosa passi inosservata: non si può fare un appalto nazionale con il massimo ribasso, così chi vince per contenere i costi non guarda alle eccellenze dei vari settori né alla qualità dei prodotti agricoli, tantomeno dà garanzie sulla genuinità dei prodotti. Pertanto invitiamo il Ministero dell’Agricoltura a rivedere il modello di bando, magari organizzandolo su base regionale per tutelare la filiera corta dei prodotti, salvaguardando sia la freschezza dei prodotti che gli interessi dei produttori locali. Policoro, così come tutto il Metapontino, – conclude Leone  – è il territorio delle fragole per eccellenza, con produzioni di qualità e quantità che vanno a finire in tutti i mercati e negozi d’Italia, che non arrivi nelle nostre scuole è un paradosso inaccettabile”.




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