FIBRILLAZIONE ATRIALE, UNA TECNICA INNOVATIVA PER RIDURRE IL RISCHIO CARDIOEMBOLICO

Per la prima volta in Basilicata è stato effettuato con successo un intervento transcatetere di crioablazione di Fibrillazione Atriale e di chiusura dell’auricola sinistra. La Cardiologia del San Carlo diretta da Rosario Fiorilli è il secondo centro in Italia in cui è stato effettuato l’intervento, una procedura che consente di ridurre drasticamente il rischio di ictus cardioembolico.
Continuando ad arricchire l’offerta di procedure innovative – commenta il direttore generale Rocco Maglietta– grazie alla presenza ricca ed articolata di professionisti altamente qualificati, il Dipartimento del Cuore sta riportando il San Carlo al suo rango di punto di riferimento nazionale che ne ha segnato la storia per oltre un ventennio. In questo caso le competenze messe in campo spaziano dall’aritmologia all’emodinamica ma è evidente che le nuove frontiere sono oggi designate dall’interdisciplinarità, tra clinica, interventistica e chirurgia. E su questo terreno stiamo continuando a crescere grazie alla fortissima capacità di collaborazione e di integrazione”.

Un paziente di 47 anni con storia di Fibrillazione Atriale parossistica, già sottoposto in altra sede a due procedure di ablazione “tradizionale” con radiofrequenza, è stato colpito a febbraio  da emorragia cerebrale in seguito alla rottura di aneurisma dell’Arteria Cerebrale Anteriore sinistra. Il paziente è stato sottoposto nel nostro ospedale a procedura transcatetere di embolizzazione cerebrale. Per il severo  rischio emorragico è stata sospesa la terapia anticoagulante che è necessaria a proteggere il paziente dall’elevato rischio di ictus cardioembolico. Il paziente ha avuto un nuovo episodio di Fibrillazione Atriale  ad aprile.

In un meeting congiunto tra cardiologi clinici e cardiologi interventisti è stato deciso di effettuare questa procedura con l’obiettivo di dare un ulteriore chance al paziente di controllare l’aritmia con una tecnica innovativa e più efficace rispetto alle precedenti e nello stesso tempo di proteggere il cervello,  isolando dal circolo l’auricola sinistra che è la sede dove si formano oltre il

90% dei trombi responsabili della più temibile e drammatica complicanza della Fibrillazione Atriale, l’ictus cardioembolico.

Nel laboratorio di Emodinamica ed Interventistica Cardiovascolare un’equipe composta dall’aritmologo  Pietro Grieco, dagli emodinamisti Rocco Aldo Osanna e Carmine Biscione, dal cardioanestesista Giuseppe Adurno, dal cardioecografista Fabio Costantino, dagli infermieri Antonio Sileo, Assunta Messina, Raffaele Risoli, Carmine Iacovino e dal tecnico di Radiologia Giuseppe Luongo, ha eseguito la complessa procedura caratterizzata da una prima fase in cui con uno speciale pallone portato a ridosso delle vene polmonari è stata raggiunta una temperatura compresa tra -40° e -55° per un tempo di alcuni minuti che ha consentito di isolare elettricamente, mediante una lesione ablativa omogenea, le vene polmonari dove ha origine l’aritmia; in una seconda fase immediatamente successiva è stata isolata l’auricola sinistra mediante impianto di un dispositivo occlusivo autoespandibile formato da maglie metalliche in Nitinol, rivestito da tessuto PET.

La procedura è stata completata senza complicanze. Il paziente è stato risvegliato al termine della procedura e non ha avuto necessità di assistenza intensiva in rianimazione, ma è stato subito trasferito in degenza cardiologica. È stato dimesso dopo 48 ore.

I cardiologi che hanno effettuato più volte autonomamente le singole procedure (il San Carlo è stato nel 2015 il secondo centro in Italia per numero di chiusure dell’auricola sinistra indicizzate per milione di abitanti – dati SICI GISE) ritengono che tale opzione terapeutica, effettuata per la prima volta in Italia nel Centro Cardiologico Monzino di Milano, potrà essere effettuata su un significativo numero di pazienti in modo da garantire la più alta protezione nei confronti del rischio cardioembolico.

 

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