Avv. Masella: La povertà minorile è crimine contro l’umanità

Se è vero, come è vero, che alle persone minori di età, il nostro Stato appresta ampie tutele- pubblicistiche e privatistiche- con fondamenti rintracciabili e nella prima parte della Carta fondamentale e nelle leggi e nelle ratifiche ai trattati internazionali, allora non è ulteriormente procrastinabile l’introduzione nell’ordinamento giuridico di una norma-ipotesi di reato- che richiami alla responsabilità giuridica, coloro i quali, soggetti pubblici e privati, in ragione del loro ufficio politico o amministrativo, facciano mancare ai minori i mezzi di sostentamento. E’ una provocazione speculativa? Forse no. Vediamo I genitori sono i primi soggetti ad essere chiamati all’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole e sappiamo che quando questo obbligo non è adempiuto scattano gli allarmi e le condanne della tutela privatistica ( pignoramenti e sanzioni all’inadempiente). Di più. Abbiamo cognizione che le condizioni di estrema povertà che sono, invero, corollario di degrado, ignoranza e illegalità fondano le ragioni dell’allontanamento del minore dalla casa familiare e del successivo suo ricovero in casa famiglia per provvedimento giudiziale. Ma l’angolo visuale appena proposto, non è che una fra le tante facce prismatiche della povertà minorile. Oltre ai numeri freddi della povertà minorile italiana registrati nell’ultimo anno dall’ISTAT ( due milioni circa, un bambino su tre) , cos’altro sappiamo dei minori poveri? Forse che conosciamo i loro nomi ? o la loro età, o la loro provenienza geografica e classe di appartenenza? Sarebbe il caso che l’organo politico e legislativo di questo Paese se ne facesse carico per rimuovere come dice la Carta fondativa gli ostacoli tutti alla effettività della pari dignità sociale. Già, perché la povertà toglie la dignità, affossa le risorse, favorisce l’illegalità, distrugge le potenzialità intellettive con ricadute e danni incalcolabili sulla psiche fino alle sindromi depressive più gravi. Insomma è la morte bianca dell’esistenza umana e come tale è crimine contro l’umanità! Si riscontrano, peraltro, ulteriori segnali di peggioramento che si registrano per le famiglie con più figli minori, in particolare con due figli, soprattutto nel Centro. La povertà, si legge ancora nelle note statistiche di commento, è più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno e le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (26,9 per cento), Basilicata (25,5 per cento) e Sicilia (25,2 per cento), dove oltre un quarto delle famiglie è relativamente povero. Così si scopre che mentre la povertà tra i bambini cresce, il Piano nazionale infanzia, non è ancora stato approvato dal Consiglio dei ministri, dal 2015. Stessa cosa vale per l’Osservatorio nazionale infanzia, la cui composizione deve ancora rinnovarsi, essendo scaduta. Piano Nazionale infanzia che ha delineato tra le altre un progetto di contrasto alla povertà infantile. Ma i bambini, si sa, non votano, quindi possono aspettare. E allora, se potendo porre in essere piani di contrasto alla povertà, non lo si fa, sarebbe logico individuare e punire i responsabili, perché la povertà è crimine contro l’umanità, senza se e senza ma.

 

Matera, 3 maggio 2017

 

 

Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Matera

Maria Grazia Masella




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