AGROMONTE DI LATRONICO: “PANCHINA ROSSA” E INCONTRO SU VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Anche ad  Agromonte di Latronico  una “panchina rossa” come testimonianza di impegno sociale e pubblico contro ogni forma di violenza contro le donne, ma anche contro ogni forma di violenza in generale. Un oggetto di arredamento urbano, tinto di rosso, che vuole essere un punto di incontro e un’occasione per fermarsi a riflettere, parlare, conoscere e confrontarsi. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Acermons di Agromonte  – denominazione latina “Acermons” di Agromonte, vale a dire “acer” che significa fiero e “mons” che significa monte – che è iscritta all’albo delle Proloco di Basilicata. La cerimonia di presentazione della “panchina rossa” oggi  è stata preceduta da un incontro-dibattito sulla violenza alle donne con la partecipazione del sindaco Fausto De Maria, della presidente di Acermons Rosita La Banca, della preside Serena Trotta, della psicoterapeuta Maria Molfese. Sulla panchina è stata apposta una scritta come slogan e per ricordare a tutti coloro che passeranno il motivo della sua installazione: ‘l’amore non colpisce in faccia mai”.

La Panchina Rossa – dice La Banca – vuole rappresentare un luogo di incontro e di confronto per riflettere ogni giorno su un fenomeno drammatico e inaccettabile, ma, purtroppo, in costante crescita negli ultimi anni: tre femminicidi solo nell’ultimo ponte del Primo Maggio.

“Il fenomeno è ormai una triste realtà contemporanea che continua a riempire le pagine di cronaca nera. Si tratta non solo di casi isolati, ma molto spesso rappresentano una visione culturale sbagliata-. Bisogna fare molto a livello di formazione. Vogliamo una seria prevenzione da iniziare fin dai banchi di scuola. Una corretta educazione di genere sul significato del rispetto per la persona. Manifestazioni come questa di oggi, della panchina rossa  sono molto importanti. Ma allo stesso tempo occorrono leggi adeguate a combattere il fenomeno. Dati allarmanti: l’85% delle donne uccise in Italia rimangono vittime proprio “in quanto” donne, non per altre ragioni. Niente incidenti, criminalità organizzata o altre tragedie: la grandissima parte delle donne assassinate cade per mano di un conoscente con la quale aveva avuto una relazione sentimentale. Non è un “semplice” omicidio come quelli della criminalità organizzata, ma, se è possibile, ancora peggio.

E’ proprio l’orgoglio di appartenenza ad una comunità – spiega ancora la presidente di Acermons  – a motivare un’intera popolazione a vivere in prima persona un impegno civile tanto più importante su un tema come la violenza alle donne che continua a registrare anche nella nostra regione un numero sempre maggiore di episodi con vittime le donne.




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