CASCATE SAN FELE: POCO MENO 3MILA VISITATORI PRIMO MAGGIO

Poco meno di 3 mila visitatori ieri Primo Maggio alle cascate di San Fele sono un nuovo record che si aggiunge alle presenze record del ponte del 25 aprile. Lo sottolinea il Centro Studi Turistici Thalia  ricordando che all’Associazione “U Uattënniérë” – associazione per la valorizzazione delle cascate di San Fele (trasposizione dialettale di “gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate) – è stato conferito il Premio Thalia 2016 quale ottimo esempio di valorizzazione del proprio territorio. Un impegno innanzitutto d’amore per il proprio paese che quindi va incoraggiato e sostenuto per i benefici diretti ed indotti all’economia locale e non solo alle attività di commercio, turismo, servizi, artigianato.
Per il Cs Thalia è necessario rapidamente rimediare all’esclusione di San Fele dai progetti interregionali – “Paesaggi d’Autore”, “Borghi Storici” e “Borghi Marinari Storici” – che saranno presentati domani in Regione per sostenere l’azione dell’associazione e dell’intera comunità locale tesa a valorizzare l’attrattore turistico. E’ l’intero comune che ha tutte le caratteristiche per rientrare tra i borghi storici più interessanti della regione. Per citare solo una parte del patrimonio storico-culturale-artistico:  i Ruderi del castello fortezza, costruito nel X secolo da Ottone I di Sassonia; Palazzo Frascella, un’imponente architettura posta sotto il Monte Castello che si caratterizza per il riuso di materiali da costruzione crollati dopo i terremoti; Palazzo Stia; Palazzo Faggella; la Casa di confino di Manlio Rossi-Doria. E poi c’è il patrimonio religioso come la Chiesa di Santa Maria della Quercia; il Santuario di Monte Pierno; la Casa natale di San Giustino de Jacobi, recentemente restaurata,  meta di pellegrinaggi religiosi e uno degli itinerari di turismo religioso che non riesce a decollare. Quindi non solo le Cascate. L’iniziativa della Regione rischia di diventare un “viaggio lucano” privo di una tappa importante. Escludere San Fele dalle azioni di Regione e Mibac specialmente per quanto riguarda il piano di comunicazione con l’inserimento nel sito web tematico istituzionale vanifica gli sforzi compiuti in primo luogo dall’Associazione “U Uattënniérë che ripropone alla luce della massiccia affluenza del Primo Maggio di visitatori provenienti anche da Umbria e Lazio oltre che da quasi tutte le province pugliesi, da Calabria e Campania, il problema servizi di accoglienza. Non possiamo più aspettare – dice il presidente dell’Associazione Michele Sperduto – dai parcheggi, si pensi che il primo maggio sono arrivate 7-800 auto,  ai servizi igienici, alle guide, ai punti ristoro e ricettivi, le istituzioni devono fare di più per impedire una cattiva accoglienza e comunque al di sotto delle aspettative e delle richieste dei turisti. Il territorio ha bisogno di attrezzarsi per far fronte nel migliore modo possibile ai flussi di visitatori e per sviluppare collaborazioni tra Comuni, associazioni e operatori. All’interno della valorizzazione del turismo che regala emozioni si pone l’esigenza di consorziare gli operatori di commercio-turismo-artigianato specie dei comprensori che ospitano gli attrattori; definire pacchetti per soggiorni brevi (non solo fine settimana) con costi competitivi; realizzare itinerari che comprendano più attrattori o comunque località come nel caso di Sa Fele, il comprensorio dei Laghi di Monticchio e i castelli federiciani; ampliare e qualificare ulteriormente l’offerta eno-gastronomica.




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