Sanità, a Melfi visite specialistiche per anca e ginocchio

Secondo l’Istat il 38,9% della popolazione lucana (la media nazionale è del 37,9%) è afflitta da almeno una patologia cronica, mentre il 20,7% dichiara di avere almeno due patologie, con forti ripercussioni a livello economico e sociale. Nel dettaglio, il 18,8% degli abitanti della Basilicata soffre di artrosi o artrite contro una media del 16,6%. Dunque lartrosi, malattia degenerativa che interessa le articolazioni, è particolarmente diffusa. Di qui la novità particolarmente importante per le prestazioni di eccellenza annunciata da Polimedica Melfi (aderente a Sanità Futura):  in via del tutto eccezionale, solo per Polimedica, il dott. Kontochristos Leonidas effettuerà visite specialistiche in Accreditamento col Servizio Sanitario Nazionale per pazienti con gravi problemi ad anca e ginocchio.

Il Dott. Leonidas è considerato uno dei massimi esperti e si è formato nella chirurgia di protesi di anca e ginocchio in centri di riferimento internazionale. Ha avuto l’onore di lavorare per un lungo periodo come aiuto chirurgo ortopedico nel rinomato Nuffield Orthopedic centre dell’Università di Oxford, uno dei centri più importanti a livello mondiale in chirurgia protesica di anca e ginocchio. Si occupa di Chirurgia avanzata di sostituzione articolare di Anca e Ginocchio ed applica Tecniche Mini-invasive con percorsi “Pain free” ed Interventi “Fast Track”, senza Trasfusioni di sangue e con rigorosa Pianificazione digitale. Il dott. Kontochristos – che si interessa ulteriormente del trattamento delle instabilità articolari e traumi sportivi, nonché di trattamenti di ricostruzione cartilaginea con tecniche innovative – dedicherà una serie di ambulatori a Melfi alle visite per conto del SSN, pertanto per accedere occorre la ricetta del proprio medico curante. I posti sono limitati e il primo accesso ci sarà il 20 maggio (è obbligatorio prenotare al Centro Polimedica di Melfi).

Il dolore all’anca è un sintomo che riconosce diverse cause. Innanzitutto, può manifestarsi in seguito a traumi o lesioni croniche da uso successivo. Le fratture a carico dell’anca sono molto frequenti negli anziani, in particolare tra coloro che soffrono di osteoporosi.
Per quanto riguarda le cause dell’artrosi, poiché l’alterazione cartilaginea deriva, di solito, da un’eccessiva compressione che grava sulla zona colpita, uno dei fattori scatenanti può essere, oltre alla degenerazione dovuta all’età avanzata, il notevole peso corporeo o la ripetuta sottoposizione a carichi ovvero a sobbalzi, magari per la pratica di lavori a intenso sforzo fisico o sport.

In merito ai sintomi dell’artrosi, essi sono parzialmente diversi secondo la zona colpita. Quando si tratta dell’anca, tra i primi sintomi, che vanno progressivamente a intensificarsi e che fanno da campanello d’allarme, oltre a infiammazioni, dolori e vere e proprie fitte alla zona inguinale e lombare e alle articolazioni stesse dell’anca, si manifestano difficoltà a sostenere un passo lungo, a divaricare o accavallare le gambe e a compiere con scioltezza movimenti anche banali degli arti inferiori. In uno stadio avanzato, è possibile evidenziare escrescenze ossee, ispessimento della sinovia e un totale blocco dell’articolazione.

Se colpito da artrosi, è il ginocchio, in aggiunta al dolore (specie nel compiere le scale), spesso si riscontra un gonfiore dovuto alla sovrapproduzione del liquido sinoviale, deputato, in condizioni di normalità, a rendere più fluidi i movimenti: questi ultimi, al contrario, sono frenati dall’insorgenza di micro corpuscoli intra articolari, che vanno a intaccare la membrana del ginocchio, facendo essere vana la produzione del liquido sinoviale. In situazioni gravi, anche in questo caso, sono presenti deformazioni ed escrescenze nella zona interessata.

Le terapie dell’artrosi sono diverse, principalmente in funzione dello stadio di avanzamento della malattia. Se la cartilagine aggredita si è semplicemente assottigliata, spesso sono sufficienti a far regredire o, almeno, a non far peggiorare l’artrosi opportune modifiche, sotto stretto controllo medico specialistico, della postura, dello stile di vita (in particolare per quanto concerne l’iperattività o, al contrario, l’eccessiva sedentarietà) oppure la diminuzione del peso corporeo o l’assunzione, tramite dieta e/o integratori, delle sostanze mancanti, come sopra specificato. Soprattutto per l’artrosi di non grave entità, spesso sono prescritte anche delle terapie c.d. “dolci” per distendere la muscolatura presente nella zona interessata e ridurre, così, le tensioni accumulate all’interno dell’articolazione colpita. Nelle ipotesi di degenerazione non accentuata, la funzionalità viene in buona parte recuperata e il dolore si riduce progressivamente fino a scomparire.

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