“Chi attribuisce adeguamento TARI ai debiti fuori bilancio mente”. Vito Di Trani replica al Sindaco Viviana Verri.

In relazione alla nota comparsa sui media in data 24 aprile 2017 dal titolo “Chi attribuisce adeguamento TARI ai debiti fuori bilancio mente” a firma del Sindaco Viviana Verri, ancora una volta, nostro malgrado dobbiamo sconfessare tutto quanto da Lei asserito.

Con riferimento al verb 17 prot. N°207, APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO E TARIFFE DELLA COMPONENTE TARI ANNO 2015 del 24.07.2015, delibera scaricabile online dal sito del Comune di Pisticci, si fa presente che a pagina 16 del documento, il quadro riassuntivo indica un costo complessivo per il 2015, riferito all’anno 2014, pari a 2.145.728,26 € quindi superiore a quello da ripartire oggi e al netto di tutti i servizi complementari (ritiro ingombranti, sfalcio, pulizia cunette, pulizia bagni pubblici, disinfettazione, disinfestazione e derattizzazione, spalaneve, spargimento sale). Nonostante questo, l’amministrazione Di Trani destinando 829.982,58 € di risorse di bilancio, rivenienti dai ricavi della gestione della piattaforma la Recisa trovò il modo di abbattere a 1.315.745,68 € l’ammontare da suddividere tra i cittadini. Destinò, inoltre ulteriori, 100.000,00 € alle riduzioni per le categorie disagiate. Successivamente, per l’anno 2016 riferimento anno 2015 verb. 37 prot. 139, 30 aprile 2016 il costo del piano finanziario per le tariffe TARI si attestava a 1.694.398,63 €, in coincidenza con la piena attività della piattaforma la Recisa.

Se al costo gestione rifiuti in riferimento all’anno 2015 si aggiungesse il costo di gestione dei servizi complementari, il risultato finale in media si aggirerebbe comunque intorno ai 2.000.000,00 €,  con il metodo di raccolta che vedeva i cassoni in strada e non si sarebbe raggiunto l’obiettivo principe, imposto dalla normativa europea in fatto di ambiente e gestione dei rifiuti, di raggiungere il 65% di differenziata pena sanzioni che vengono comminate all’ente e ripartite ancora una volta sui cittadini.

L’amministrazione Di Trani sceglie di avviare la differenziata porta a porta, mettendo al riparo i cittadini da eventuali sanzioni, accorpa alla gestione rifiuti che da sola si attestava intorno ai 2.000.000,00 € ai servizi complementari di un valore stimabile attorno ai 300.000,00 €, ottenendo come esborso finale gli attuali 1.970.000,00 € circa, onnicomprensivi di servizio rifiuti e accessori.

Demagogia e populismo è raccogliere firme per la chiusura di una piattaforma della quale non si conosce il funzionamento e l’eventuale possibilità di sviluppo. Una cosa è opporsi alla creazione di altre discariche, altra è ottimizzare la gestione del ciclo del proprio rifiuto, rendendo compatibile l’esistenza della piattaforma con le esigenze ambientali. Consapevole del costo di gestione dei rifiuti tra l’altro già reso inferiore a quello dei paesi limitrofi, come indicato dallo stesso assessore De Angelis, Di Trani si ricandida fiducioso, con l’intenzione di abbattere la TARI come già fatto nel 2015 e 2016.

Ora la piattaforma la Recisa è ferma da un anno, per la fittizia contestazione in merito alla presenza di elementi nei piezometri non in linea con il corretto funzionamento che ha avuto luogo in coincidenza dello scadere dell’AIA. Ci chiediamo come si sia attivata l’attuale amministrazione, al netto di una sola conferenza di servizi, per bonificare e riaprire in particolare la parte impiantistica del trattamento del rifiuto, attivata durante l’amministrazione Di Trani e che a regime è in grado di trattare 30 tonnellate al giorno di rifiuto, utile a produrre un incasso di oltre 2.000.000,00 € che avrebbe portato nel tempo all’abbattimento dei costi da ripartire sui cittadini, ovvero, al conseguimento dell’obiettivo ZERO RIFIUTI con l’abbattimento totale della tassa.

Dobbiamo registrare, purtroppo, totale immobilismo da parte dell’amministrazione pentastellata nella direzione del progetto ZERO RIFIUTI, che si sostanzia nella mancata introduzione dei nuovi biodigestori e della nuova impiantistica per la separazione dell’indifferenziato privo di organico, sebbene finanziabili con fondi del PSR 2014-2020, così come concordato con la Regione Basilicata. In sintesi, i costi non sono lievitati, il contratto, stipulato con la Tecknoservice srl ditta aggiudicatrice dell’appalto, ha determinato un abbattimento dell’esborso generale e relativo risparmio pari al valore dei servizi aggiuntivi che non vengono più corrisposti a parte e si è raggiunto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, come per legge.

Giova ricordare che la decisione di esternalizzare il servizio fu presa dall’amministrazione Leone durante il consiglio comunale del 12 ottobre 2010 quasi all’unanimità dei consiglieri presenti. Di conseguenza, l’amministrazione Di Trani fa sua l’indicazione dell’amministrazione precedente e si sforza di stilare il miglior contratto possibile, procurando in meno di un anno il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di differenziata.

In riferimento al bilancio, l’unica cosa messa in sicurezza con la sua approvazione, è la permanenza dell’attuale amministrazione sugli scranni comunali. Quanto al piano di alienazione, la precedente amministrazione si era già attivata per censire tutte le proprietà e mettere mano alla cessione dei rami secchi, non ha mai parlato di vendere immobili che possano far sminuire il valore del patrimonio comunale.

Si precisa che l’indennità mensile percepita dal Sindaco Di Trani era inferiore a quella del Sindaco attuale, dovendo rinunciare al 45% proprio in forza dell’esercizio della propria professione, che le spese di rappresentanza durante il suo mandato risultavano prossime allo zero, che la macchina utilizzata nella quasi totalità delle situazioni era la propria, e che non ha mai fatto del dimezzarsi lo stipendio un punto del programma elettorale.

Non vivendo di politica ha conciliato con grandi sacrifici, come gli altri amministratori con lui eletti o nominati, gli impegni professionali e quelli istituzionali. Non comprendiamo quale studio o attività professionale, possano essere stati ora “abbandonati” come dichiarato dalla Verri, considerato che la stessa ha denunciato un reddito, come si evince da atto notorio pubblicato, in data 15.09.2016 sul sito del Comune di Pisticci, di soli 1.128,00 €.

Al Sindaco Verri dobbiamo ricordare che in Consiglio non è concesso parlare sugli interventi dei consiglieri, fino a procurare l’intervento del presidente, che spesso si ottiene il rispetto che si concede, che il rifugiarsi in temi ormai triti e ritriti come la non accettazione di una sconfitta non produce alcun progresso nella risoluzione dei problemi dei cittadini, che il consiglio è un organo di controllo deliberante, il cui lavoro si fonda sullo scambio dialettico tra maggioranza e opposizione su temi pertinenti, che servano a far progredire i lavori sui punti all’ordine del giorno, inadatto alle recite scolastiche con copioni preimpostati o dove l’intervento di qualcuno possa precludere per la sua lunghezza quelli di tutti gli altri, troppo concentrata sul consigliere Vito Di Trani, il Sindaco Verri non si è accorta che per stanchezza, altri prima di lui avevano lasciato il Consiglio.”

Capogruppo Forum Democratico
Dott. Vito Anio Di Trani

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