“PONTE ALLA LUNA”: CONSORZIO OPERATORI TURISTICI ALTA VAL D’AGRI

L’inaugurazione a Sasso di Castalda del “Ponte alla Luna”, che insieme al “Ponte inferiore Fosso Arenazzo”, costituiscono due attrattori unici, può segnare un nuovo ed ulteriore impulso per il turismo di aree più interne della regione che hanno potenziali di attrazione turistica ancora inespressi o nel migliore dei casi poco utilizzati . E’ quanto sostiene il Consorzio Operatori Turistici Alta Val d’Agri in una nota a firma del presidente Michele Tropiano per il quale la Val d’Agri, a pochi minuti di percorrenza dal “Ponte alla Luna”, deve trarre beneficio dai nuovi flussi di appassionati e visitatori. L’attrattore di Sasso innanzitutto è nel Parco Nazionale Val d’Agri e pertanto è una delle tappe di escursionismo e visita al Parco al quale continuiamo a guardare come grande opportunità di sviluppo delle attività di ricettività alberghiera, ristorazione, commercio e servizi.

Secondo Tropiano si impone adesso ad operatori, Comuni, Apt e Regione la necessità di lavorare ad itinerari per target di turisti e di definire pacchetti integrati che comprendano più attrattori sino alla giornata di visita a Matera.  Per gli operatori della Val d’Agri i problemi sono essenzialmente: rafforzare la progettualità e la proposta del consorzio attraverso sinergie di cooperazione con gli operatori dei comprensori che ospitano gli attrattori non solo facendo rete ma allargando l’iniziativa ai produttori agro-alimentari, artigiani e commercianti; realizzare l’itinerario Basilicata coast to coast attrazioni suddiviso per almeno tre “generi” (emozioni, spettacoli, cultura); definire pacchetti per soggiorni brevi (non solo fine settimana) con costi competitivi.
Il “punto dolente” – spiega Tropiano – è l’offerta di pacchetti che è ancora scarsa e troppo differenziata e non ancora abbinata a Matera, sfruttando pochissimo l’attrattore oggi principe che è la Capitale Europea della Cultura 2019.

L’obiettivo di intercettare flussi turistici di nicchia, puntando su un turismo che regali emozioni – sostiene il presidente del Consorzio Operatori Turistici Alta Val d’Agri  – può essere centrato all’interno di una strategia intelligente, specie rispetto al recente passato quando non c’erano scelte di nicchia e tanto meno di attrazioni.

E per tornare al nostro comprensorio, il lago del Pertusillo ha sempre avuto un appeal per gli appassionati della pesca, famiglie, giovani, sportivi e i target di turisti enogastronomici. Di qui la nostra sollecitazione ad attuare ogni iniziativa ed azione di tutela del Pertusillo e dell’intero comprensorio valligiano dai rischi derivanti dall’attività di estrazione e produzione di idrocarburi e soprattutto di mettere fine a quell’ “immagine fortemente negativa” che rischia di allontanare i turisti dal Pertusillo e dal Parco.

Alla Regione – conclude  – chiediamo di promuovere insieme ad Apt, Comuni e tutti i soggetti in campo un tavolo tecnico per dare il nostro contributo di idee, proposte, progetti anche in tema di gestione degli attrattori cosiddetti di prima generazione perché con anni alle spalle e che nel corso degli anni, nonostante i costanti e cospicui finanziamenti pubblici, hanno perso “appeal di attrattività”.

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