Scanzano, Scarnato e De Pascalis chiedono dimissioni del sindaco Ripoli

De Pascalis e Scarnato: La città sta da un’altra parte, Ripoli si dimetta per scongiurare altri danni alla Città di Scanzano Jonico

“Quello che è successo lunedì scorso nella seduta di consiglio comunale a Scanzano è stato uno spettacolo a dir poco indecoroso interpretato in maniera becera dal sindaco Ripoli nei confronti di Giovanna Merlo alla quale va la nostra totale solidarietà. Le argomentazioni esposte hanno varcato di molto il limite politico, sfociando sul piano personale nei confronti di una donna che, per altro, ha dimostrato di avere il consenso della città essendo stata la più suffragata alle scorse elezioni. Un Sindaco dovrebbe avere la capacità di fare sintesi e di integrare le persone non di allontanarle, sputando poi giudizi che di politico non hanno nulla. Proprio in merito agli attacchi beceri che il primo cittadino ha lanciato nei suoi confronti”, così in una nota congiunta i consiglieri in quota Scanzano Conta, Claudio Scarnato e Rossana De Pascalis.

E, ancora i consiglieri: “Quanto al dato politico è ormai chiaro a tutti che a reggere questa squadra di governo ci sia solo la logica delle poltrone. Come se non bastasse, il sindaco Ripoli, in balia di noti manovratori politici pronti a ricattarlo perché forti del dato aritmetico consiliare, puó contare su una maggioranza già relativa che come se non bastasse oggi è stata grandemente erosa dalla forte e netta presa di distanza dell’ex vicesindaco, Maria GIOVANNA Merlo confluita nel gruppo Scanzano Libera con il consigliere Sabino Giacco.

Questi motivi dovrebbero indurre il sindaco ad una seria riflessione sull’opportunità di continuare questa disastrosa avventura che porterà la nostra città alla deriva. Ricordi, il sindaco Ripoli che amministrare la città non significa assecondare le assurde richieste di forze politiche esterne che non solo tradiscono il tanto decantato quanto millantato civismo della campagna elettorale, ma determinano scelte schizofreniche e isteriche che nulla hanno a che fare con il dato democratico emerso dopo le elezioni”.

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