Appalti e somministrazione verso il referendum sul lavoro

L’iniziativa di Cgil Basilicata, Fiom Cgil, Nidil, Fp Cgil e Filcmas

Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil nazionale: “Con il referendum ripristiniamo la responsabilità solidale piena”

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Gli appalti e la somministrazione verso il referendum sul lavoro promosso dalla Cgil per abrogare i voucher e introdurre la responsabilità solidale negli appalti, sono stati i temi dell’assemblea promossa dalle segreterie regionali Fiom, Nidil, Fp e Filcams che si è svolta oggi a Potenza nella sede della Cgil Basilicata in via del Gallitello alla presenza di Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil.

All’incontro sono intervenuti anche Michele Sperduto, segretario Nidil Cgil Basilicata, Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata, Roberto D’Andrea, segretario generale Fiom Cgil Basilicata, Pasquale Paolino, segretario generale Filcams Cgil Potenza, Michele Sannazzaro, segretario Fp Cgil Potenza.

“Il quadro che emerge – ha detto Summa – è quello di un Paese che ha rinunciato a un suo futuro e al dare un diritto al lavoro. Noi veniamo da un ventennio in cui flessibilità e precarietà, oltre al liberismo visto come unica frontiera in cui costruire lo  sviluppo, ci hanno consegnato un Paese più povero e senza prospettiva. Per questo la Cgil ha deciso di andare oltre la funzione di rappresentanza e farci promotori di una raccolta firme per abolire i voucher e introdurre negli appalti la responsabilità solidale. Un anno di mobilitazione e 4 milioni e mezzo di firme, ci hanno condotto oggi ad aspettare la data del referendum con cui possiamo non solo abolire i voucher ma rilegarli alle loro funzioni valide solo per alcune fattispecie e non strumento che sostituisce il lavoro subordinato.

In Italia sono 150 milioni i voucher, 1 milione in Basilicata. Numeri che parlano da soli. È così che frantumiamo il lavoro mentre abolendoli restituiamo dignità non solo al lavoro ma alla persona, ricostruendo la cultura del lavoro che proprio grazie al referendum è tornato nella discussione politica di questo Paese”.

Sugli appalti Summa aggiunge: “Ricostruire la responsabilità solidale negli appalti è un elemento fortissimo di questo referendum perché significa andare oltre lo stesso e ricostruisce quel terreno valoriale che deve unire tutta la comunità del lavoro”.

Conclude Claudio Treves: “In tema appalti abbiamo una legislazione che ha seguito pedissequamente le scelte dei poteri forti. La legge 1369 del 1960 è la prima legge sugli appalti in Italia in base alla quale un’impresa può esternalizzare alla condizione che i lavoratori esternalizzati abbiano le stesse condizioni contrattuali del soggetto che esternalizza, per cui si può specializzare l’attività ma non  per ragioni di costi e di risparmio.

Oggi noi, invece, abbiamo affermata la responsabilità solidale del primo committente che però, in caso di mancati pagamenti, può legittimamente ottenere davanti a un giudice l’escussione del patrimonio dell’appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori, per cui la riscossione dei crediti avanzati può avvenire solo dopo questa operazione. La domanda referendaria è semplice: cancellare tutto questo e ripristinare  la solidarietà solidale piena, ovvero la possibilità che  le aziende committenti rispondano direttamente degli eventuali crediti vantati dai lavoratori. Il nostro obiettivo è rompere questo sistema, raggiungere il quorum e tornare alla contrattazione”.

#con2sì tutta un’altra Italia!

 

Potenza, 13/2/2017

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