L’8, tutti i giorni: La giornata della Donna sui luoghi di lavoro

Il primo marzo, a Roma, FIM-FIOM-UILM hanno dato vita all’Assemblea nazionale delle donne metalmeccaniche intitolata “il coraggio di una, la forza di tutte”. L’assemblea ha dato vita a un forte dibattito sul ruolo delle donne metalmeccaniche per contrastare la violenza di genere.

Quello della violenza contro le donne è un fenomeno in crescita che coinvolge tutti perché tocca, ferisce o uccide una donna su tre: una nostra amica, sorella, collega, parente, conoscente. La violenza di genere ha implicazioni serie che investono tutti gli ambiti sociali, dalla famiglia ai luoghi di lavoro.

Ma per contrastarla si fa ancora troppo poco.

FIM-FIOM-UILM Basilicata hanno deciso di condividere un percorso di informazione sui luoghi di lavoro per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Per affrontare il tema della parità di genere, che per retaggi culturali la donna subisce, a partire dai comportamenti discriminatori quasi sempre impuniti.

Bisogna combattere tutto questo anche attraverso l’informazione, abbattendo il muro del silenzio e rafforzando gli strumenti che ci sono per il pieno rispetto della dignità della persona, contro ogni discriminazione di genere.

Continueremo con un percorso di assemblee, volantinaggi e  appuntamenti in tutta la regione per affrontare il problema delle discriminazioni che subiscono tutti i giorni le donne: dalle differenze retributive subite ai licenziamenti discriminatori, dai demansionamenti delle lavoratrici madri al ritorno dalla maternità alla mancata progressione di carriera legata al genere.

Il CCNL appena rinnovato apre ad un percorso di formazione e di sperimentazione delle flessibilità che, finalmente, possono essere usate anche per conciliare tempi di vita e di lavoro.

L’assenza poi di politiche pubbliche di sostegno alla genitorialità finisce troppo spesso per scaricare sulle donne il peso totale della cura della famiglia e dei figli. L’assenza di asili nido, la mancanza di servizi per la non autosufficienza e per la cura della famiglia (oltre che il modello sociale maschilista dominante) genera una situazione in cui in Basilicata è solo una donna su tre che lavora, le altre due restano a casa: in questo modo il peso della disoccupazione dilagante nel mezzogiorno si abbatte ancora di più sulle donne.

Attiveremo un percorso di confronto con le istituzioni (a partire dalla richiesta di istituire e rafforzare i consultori ed i centri anti-violenza) e con le aziende, con la partecipazione attiva di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, perché occorre affrontare realmente le implicazioni di una fabbrica e di una società progettata e strutturata esclusivamente sull’uomo.

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