DECRETO MILLEPROROGHE: CASTELLUCCIO, INUTILE PROROGA COMMISSARIO TERREMOTO 1980

Nel decreto Milleproroghe, tra le numerose proroghe di commissari e discutibili provvedimenti che rispondono a logiche di clientela,  all’articolo 9 comma 1 si stabilisce che il Commissario ad acta per la ricostruzione post terremoto in Irpinia-Basilicata (eventi sismici di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219), che doveva durare inizialmente fino al 31 dicembre 2013, con termine poi varie volte prorogato fino al 31 dicembre 2016, durerà in carica ancora (almeno) un anno, fino al 31 dicembre 2017. E’ quanto riferisce il vice presidente del Consiglio Regionale Paolo Castelluccio esprimendo “prima di tutto stupore” e poi “dissenso” da una scelta incomprensibile e del tutto inutile, tanto più – dice – che il compito di consentire  la chiusura di tutte le pendenze post-terremoto non è stata possibile in 37 anni e non lo sarà nemmeno nel 38esimo anno.

Castelluccio evidenzia che secondo dati ufficiali mancano all’appello 250 milioni di euro di risorse nazionali, stanziate nel 2008 ma mai rese disponibili ai comuni campani e lucani, destinate a opere da completare e a lavori eseguiti da imprese private che risalgono anche ad alcuni decenni fa. La Regione Campania ha insediato un comitato composto da esperti e sindaci del “cratere” del terremoto con il compito di rendere più diretto il rapporto tra Stato e enti locali che ha ottenuto lo sblocco del 50% delle risorse. Inoltre, il neo-comitato ha anche avviato una ricognizione dei fondi destinati alla ricostruzione e che invece giacciono nella casse dei comuni. Si tratta spesso di risorse destinate a opere private di interesse pubblico – come la conservazione del patrimonio culturale, il rinnovo urbano, la messa in sicurezza degli edifici – rimaste bloccate per tutti questi anni. Non abbiamo  in proposito notizie della Regione Basilicata.

L’Italia – sottolinea il vice presidente del Consiglio Regionale – si conferma il paese dei commissari, da quelli della Nazionale di Calcio a quelli di nomina politica. Questi ultimi non solo sono tanti – così numerosi che non si riesce a tenerne il conto o almeno nessuno ci ha mai tentato –  ma in qualche caso sono anche “eterni” come per il sisma del 1980, nonostante l’emergenza sia finita da un pezzo.

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