PISTICCI – S.ANTONIO ABATE APRE IL CARNEVALE 2017

PISTICCI.Una festa, ultra,ultra secolare tra fede, tradizione e gastronomia.E’quella di Sant’Antonio Abate a Pisticci, che si celebra questa sera (martedì 17 gennaio),organizzata da un comitato di cittadini con a capo il parroco don Rocco Rosano, e che ha antichissime origini,legate al Santo protettore degli animali domestici e considerato il patrono dei  fornai e boscaioli ed in genere di tutti gli artigiani che hanno a che fare con i fuochi.Una festa che,come ogni anno,coinvolge gran parte della popolazione pisticcese (anche quest’anno è stata organizzata una grande riffa)che si riversa nella piazza omonima dove è ubicata anche la graziosa chiesetta da poco restaurata,dedicata al Santo e che viene onorata con una santa messa e una lunga processione per le principali vie della parrocchia SS.Pietro e Paolo e si  conclude al centro della piazza,a fianco della fontana monumentale, con la benedizione degli animali di ogni specie,da parte di don Rosano. L’evento, che viene preceduto da un triduo di preparazione religiosa alla festa,in chiusura trova il suo momento di allegria con la degustazione  di pettole, castagne arrostite e Vino “Brulè”. Con la celebrazione della festa in onore di Sant’Antuono,come abitualmente viene chiamato il santo dalle nostre parti, praticamente inizia il carnevale che anche si annuncia ricco di avvenimenti e che andrà avanti fino all’inizio della Quaresima.Per l’occasione,tra le altre iniziative in programma, oltre al gruppo de La Pachianella del presidente Giuseppe Adduci,potrebbero fare la loro apparizione carnevalesca,i Cavalieri di Nostra Signora del Casale guidati dal dr.Alcibiade Iula e dal suo vice Giuseppe Quinto,che,come si ricorderà,già hanno movimentato le festività natalizie appena trascorse  e quelle degli anni scorsi. S.Antonio Abate, un santo “speciale”, nato intorno al 250 a Coma sulle rive del Nilo da famiglia cristiana e benestante.Alla morte dei genitori,si racconta che distribuì ai poveri tutti i suoi averi prima di ritirarsi in un luogo deserto.Fondò due monasteri ma lui preferì continuare nella sua vita di eremita. Morì appunto il 17 gennaio del 356.Prima di lasciare questa vita, i fece promettere da due suoi discepoli,che alla fine gli erano rimasti vicini, che non avrebbero mai svelato il luogo della sua sepoltura, e ciò, per sottrarre la sua salma agli onori,che sicuramente avrebbe meritato.

MICHELE SELVAGGI

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