BEFANA: CONFESERCENTI, “LA CALZA” RESISTE

La tradizione della calza della Befana resiste. Nonostante a scoraggiare gli acquisti ci sono stati la neve e il freddo. Ma chi ha potuto ha acquistato in precedenza. Pochi invece solo il giorno dell’Epifania che per le proibitive condizioni meteo ha penalizzato fortemente pasticcerie e bar, oltre a ristoranti e locali con feste già organizzate. E’ la foto scattata da Confesercenti Potenza per l’Epifania 2017 che avverte: è diminuita, però, la spesa media per le calzette con budget stanziato per i dolci ai bambini in media intorno ai 60 euro a persona, il 9% in meno del 2016. E se il 38% – lo scorso anno il 36% – lo ha fatto regalando dolci ai bambini, cresce anche la quota di chi ha festeggiato regalando ai più piccoli un giocattolo (11%, dal 9 dello scorso anno) mentre in diminuzione  leggermente (dal 12 all’11%) la percentuale di chi si è orientato su un’altra tipologia di dono. Stesso andamento per chi non ha figli o nipoti cui fare un regalo, che passa dal 14% al 13%. Calo più marcato, invece, per la quota di chi non ha fatto regali (27%, rispetto al 29% dello scorso anno). Se la Befana, tradizionalmente, porta via tutte le festività, quest’anno ha una connotazione decisamente più positiva, in quanto dà il via ad un ponte che si concluderà domenica 8 gennaio. Tre giorni di festa che hanno spinto oltre un milione e settecentomila italiani a mettersi in viaggio, con una spesa media stimata molto elevata, che si aggira sugli 866 euro a persona, trainata dai viaggi lunghi. Da noi – commenta Prospero Cassino, presidente Confesercenti – il buon livello di innevamento delle piste di stazioni sciistiche dovrebbe favorire l’arrivo degli appassionati del turismo bianco. Il condizionale è d’obbligo perchè negli anni passati non sempre si sono garantite strade sgombre e agevoli per raggiungere il Sirino, Sellata-Pierfaone, Montagna di Viggiano e servizi adeguati di accoglienza. Quello del turismo sulla neve da noi è ancora un settore che ha bisogno di tanto, dalla promozione e su questo sono legittime le proteste del Presidente del Parco Nazionale Val d’Agri per l’occasione mancata del Capodanno Rai, ad una regia che metta insieme operatori ed istituzioni. Quanto al risultato Istat in deflazione anche per Potenza questo – dice Cassino – se da un lato è dovuto all’influenza dei beni energetici e dei prodotti in cui questi beni hanno un peso rilevante, dall’altro indica, come da noi evidenziato più volte, le difficoltà del sistema dei prezzi a riprendere quel minimo sentiero di crescita tale da allontanare i rischi di deflazione. Una scarsa dinamica certamente spiegata dalla condizione di una domanda dei consumatori (almeno per quello che riguarda i beni) stagnante o incerta. Viceversa, il fatto che negli ultimi mesi si riscontri un certo risveglio dell’inflazione di fondo (al netto delle componenti più volatili) che a dicembre è pari a 0,6%, questo induce ad ipotizzare che si stia innescando, con tutta probabilità, una tendenza alla ripresa dell’indice generale, pur rimanendo sempre all’interno di variazioni inferiori all’1%, quindi molto basse. Si tratta, però, di “spinte” all’inflazione – se si escludono gli alimentari non lavorati – che provengono quasi esclusivamente dal settore dei servizi e, di nuovo, dagli energetici, in particolare non regolamentati, come i carburanti. Per ora, comunque, dal punto di vista dei beni commercializzati e, quindi, della spesa dei consumatori come causa eventuale di una ripresa del prezzo dei beni, la situazione resta incerta. Auspichiamo che nel 2017 le incognite sull’effettivo rilancio della domanda interna siano dissipate”.

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