VAL D’AGRI: PRIMO BILANCIO TURISTICO POSITIVO

La Val d’Agri si conferma “terra di turismo di prossimità” e non solo di petrolio. Il primo bilancio per il Consorzio Operatori Turistici Alta Val d’Agri è positivo con migliori risultati attesi per Capodanno. A dicembre 2015 la Val d’Agri ha realizzato intorno alle 9mila presenze alberghiere che sono una quota del 7% del totale annuo. Contiamo – commenta Michele Tropiano, presidente del Consorzio e di Federalberghi-Confcommercio – di superare questi dati e di confermare quel 9-10% di quota l’anno che abbiamo registrato nel 2013-2014. Sono premiati l’impegno e l’attività di promozione di albergatori, ristoratori, imprese di servizi al turista che hanno organizzato pacchetti ed eventi specifici in anticipo al Capodanno a Potenza. Va evidenziata l’ottima collaborazione con l’Apt che – aggiunge – ha messo a disposizione il portale web di Basilicataturistica strumento utilizzato dai turisti internauti in crescita e da tour operator ed agenzie oltre che Cral e associazioni. Anche i Comuni della valle hanno fatto la loro parte, mentre ci aspettavamo di più dall’Ente Parco tenuto conto che il nostro Parco non è ancora molto conosciuto. La destagionalizzazione da noi – sottolinea Tropiano – ha il punto debole nel periodo ancora troppo limitato di soggiorni in albergo, con una media di una notte fuori casa, con un aumento medio di numero pernottamenti secondo Federalberghi dell’11,6% rispetto al 2015. Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico sarà di  +9,5%. Secondo l’indagine, realizzata dalla Federalberghi l’Italia è la meta preferita dall’87% dei connazionali. A Natale comunque 9 italiani su 10 sono rimasti  in Italia ed il 9% all’estero laddove nel 2015 erano il 14% nel 2015. A Capodanno l’83% resterà in Italia (80% nel 2015) ed il 17% andrà all’estero (20% nel 2015).  La vacanza preferita sarà in una città diversa da quella di residenza (31% rispetto al 27%), seguita dalle città d’arte maggiori e minori (21% rispetto al 22%), dalla montagna (27% rispetto al 31%) e dal mare (11% rispetto al 12%). Mentre per chi andrà all’estero le grandi Capitali europee saranno preferite dal 60% (63% nel 2015). Per chi resterà in Italia l’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici , seguito dall’albergo, dalla casa di proprietà, dai B&B e dai rifugi alpini. A Natale gli italiani in vacanza dormono in media 5,6 notti fuori casa (rispetto alle 5,4 notti del 2015) per una spesa media pro-capite, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti, di 629 euro rispetto ai 651 euro del 2015, composti in Italia da 529 euro ed all’estero da 1.463 euro, per un giro d’affari di circa 4,35 miliardi di euro rispetto ai 4,3 miliardi del 2015 (+1,3%). A Capodanno invece, saranno circa 7,3 milioni gli italiani (circa 6,2 milioni nel 2015) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un +18,9% rispetto al 2015. Per chi resterà in Italia la vacanza preferita sarà ancora in montagna, seguita da una città diversa da quella di residenza, dalle città d’arte maggiori e minori, dal mare. Mentre per chi andrà all’estero le grandi Capitali europee assorbiranno l’84% della domanda. Quanto all’alloggio sarà preferita la casa di parenti o amici, seguita dall’albergo , dai B&B e dall’appartamento in affitto. A Capodanno gli italiani in vacanza dormiranno in media 3,9 notti fuori casa rispetto alle 4,1 notti del 2015, per una spesa media pro-capite, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti di 596 euro come nel 2015 suddivisi in Italia da 489 euro ed all’estero da 1.063 euro, pari ad un giro d’affari di 4,4 miliardi di euro (+18,9% rispetto al 2015). Oltre ai motivi economici chi non andrà in vacanza durante le prossime festività si evidenziano motivi familiari nel 18% dei casi, motivi di salute nel 15% dei casi, chi dichiara che farà vacanze in un altro periodo nel 13,5% dei casi, chi per impegni di lavoro nel 10% dei casi ed appena l’1% per motivi legati alla sicurezza.  “La scelta di trascorrere un sia pure breve periodo di vacanza vicino casa è la conferma di come il sistema turistico locale rappresenti ormai un insostituibile punto di riferimento e nel caso della Val d’Agri – aggiunge il dirigente Federalberghi – ci premia con la fidelizzazione di pugliesi “. “Certo – aggiunge – il risultato positivo non cancella gli anni di crisi che sono alle spalle e per ritornare ai livelli pre-recessione occorrerà ancora del tempo, ma guardiamo ormai il bicchiere sempre più mezzo pieno. “Confidiamo – conclude – che il Governo ed il Parlamento supportino uno dei settori più vitali per lo sviluppo economico del Paese, in grado di crescere ancora, a patto che si varino al più presto alcuni provvedimenti concreti per il rilancio, primi tra tutti quelli in materia di contrasto all’abusivismo ed all’evasione fiscale, sviluppo del mercato (liberalizzazione dei servizi ancillari) e tutela della concorrenza (parity rate)”. 

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