PISTICCI: 40 ANNI FA LA FRANA CHE CANCELLO’ IL RIONE CROCI

PISTICCI. Ormai sono trascorsi 40 anni da quella terribile notte, ma quì è sempre vivo il ricordo di quell’immane disastro che colpì il nostro territorio e si consumò in pochi minuti nel buio di una notte fredda e piovosa. Era il 21 novembre del 1976. ( Sulla data negli ultimi tempi è stata fatta un pò di confusione). Protagonista di quelle ore fu il sindaco della epoca l’in.Nicola Cataldo, (scomparso il 2 settembre 2014) allora parlamentare del PCI, con l’allora Dirigente dell’Ufficio Tecnico geom.Michele Motta,con il Comandante dei VV.UU il Cap. Rocco Silletti e l’assistente geom.Peppe Coriglione – attraverso un coraggioso e responsabile intervento,fino a pochi minuti prima della tragedia si prodigarono in prima persona rischiando di grosso,per convincere i residenti restii a voler abbandonare in fretta le proprie case in pericolo, dove erano nati e vissuti per una vita.Una vera e propria corsa contro il tempo che comunque si risolse in modo sperato.Da sottolineare che per l’occasione, una parte essenziale nella vicenda,la ebbero anche l’allora vice sindaco Antonio Calciano e l’assessore ai LL.PP. Domenico Bellini, anche loro impegnati quella notte.Gli immobili,per fortuna,furono abbandonati solo pochi istanti prima che si verificasse il grande cedimento a valle,che significò un vasto movimento franoso,con fronte ampio circa 4-500 metri,che spazzò via tutto,segnando la fine di gran parte dell’antico rione Croci,posto alla periferia sud -ovest dell’abitato.Le prime luci dell’alba, mostrarono i resti di una catastrofe immane,che aveva significato la scomparsa improvvisa di un centinaio di case e strade che portavano tutte i nomi di musicisti italiani come Verdi,Mascagni,Puccini,Rossini,Donizetti,con più o meno altrettante danneggiate, miracolosamente rimaste in piedi e mai più abitate. Una grande tragedia senza nessuna vittima Una specie di miracolo (qualcuno si ricordò del “legno santo” per tanti anni il simbolo della zona).Prodromi del disastro, notati già da qualche settimana con strani abbassamenti di superficie,crepe diffuse lungo le strade e sui muri.Tutta la zona era stata monitorata da parte dell’Ufficio Tecnico comunale e dell’allora Ufficiio del Genio Civile di Matera,allora diretto dall’ing.Michele Leone,poi sindaco di Pisticci.Le piogge incessanti di quell’autunno piovoso,fecero il resto.Tutti i TG nazionali di quella domemica, riportarono l’evento in prima pagina e quotidiani e settimanali dettero ampio spazio ad uno dei più grandi disastri della Basilicata.La maggior parte degli scampati usufruirono di suoli edificatori e contributi per realizzare abitazioni a Marconia. Altri beneficiarono di alloggi popolari appositamente realizzati sempre a Marconia come il quartiere Portobello. La zona colpita dalla frana,ritornò a vivere dopo poco tempo,grazie all’impegno di quella amministrazione a guida Cataldo che unitamente all’ing.Leone, dirigente tecnico regionale (ricordiamo il suo solitario sopralluogo proprio nel cuore della frana, nelle prime ore di quel giorno, mentre tutti, compreso il sindaco, gli consigliavano di desistere),diedero vita a una fattiva collaborazione i cui frutti significarono la rinascita di tutta la zona martoriata con la realizzazione di consistenti consolidamenti,una grandevilla comunale, modernissimi impianti sportivi con campi di tennis e di bocce,oltre alla realizzazione di un vastissimo piazzale (dove più tardi con l’amministrazione Michetti trovò posto il campo di calcetto),una strada di circonvallazione di collegamento al rione Dirupo e la messa in sicurezza della restante parte dell’abitato, sfiorata dalla frana.

MICHELE SELVAGGI

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