SANITA’ FUTURA CHIEDE ALMENO UN GESTO DI BUON SENSO SU DELIBERA TETTI SPESA SPECIALISTICA AMBULATORIALE

Chiediamo alla Quarta – ha detto Cataldi – almeno un “gesto di buon senso”: si prenda atto di questa situazione e si proponga alla Giunta di adottare un atto integrativo alla delibera che ci riguarda per correggere le profonde distorsioni che la rendono di fatto inapplicabile visto che le risorse sono già finite. Un gesto di trasparenza estrema, che ridia la certezza di essere remunerati per le prestazioni che vengono erogate agli utenti lucani come a quelli extraregionali, ridando dignità al nostro lavoro. La Quarta Commissione (Problemi Sociali) del Consiglio Regionale potrà promuovere al contempo un’indagine per accertare responsabilità nella situazione paradossale che si è venuta a determinare per la fisiochinesiterapia, laddove le risorse previste in delibera per la competitività non ci sono più, sono già finite. Una situazione per la quale la delibera pretenderebbe di far sottoscrivere i contratti alle strutture a far data dal 1 gennaio 2016, quando oggi siamo al 13 di ottobre, quasi come una forma di estorsione visto che in mancanza della sottoscrizione sarebbero fuori dal sistema. E’ la richiesta che Michele Cataldi ha fatto a nome di Sanità Futura nel corso dell’audizione in Quarta dedicata al ddl della giunta sul riordino del sistema sanitario.

Cataldi ha ricordato che è stato introdotto, per la prima volta, raccogliendo le sollecitazioni dell’organismo consiliare condivise da Sanità Futura, un criterio di competitività per uscire da una situazione bloccata da anni sullo storico. In realtà il criterio della sana competizione ne risulta incredibilmente azzerato e le indicazioni della IV commissione solo un mero gesto formale privo di qualsiasi sostanza. I fondi, specie per le prestazioni di fisiokinesiterapia, sono esauriti e pertanto – ha detto – ogni buona volontà di introdurre una svolta a favore della sanità privata accreditata resterà solo un principio tradito in partenza.

Nel sottolineare che la specialistica ambulatoriale lucana è agonizzante, come dimostrano i numeri presentati ai commissari con una tabella riepilogativa, il presidente di Sanità Futura ha riproposto la questione della mobilità extraregionale, che è stata addirittura indicata nella relazione del dipartimento regionale alla salute come una delle voci positive. Anche su questo aspetto si registra invece che la regione Basilicata è stata quella che per prima ha bloccato la mobilità attiva a vantaggio delle regioni limitrofe. A Matera i tagli di spesa e le norme sull’immigrazione sanitaria sono particolarmente sentiti dagli operatori in quanto la città è una sorta di avamposto per la tutela della salute al servizio di utenti pugliesi che vengono qui per utilizzare le prestazioni dei centri accreditati evidentemente soddisfatti dei livelli di qualità garantiti da tecnologie avanzate e dalla professionalità degli operatori. E oggi il risultato è sotto gli occhi e nella vita delle persone a rischio di “respingimento”.

Infine, il presidente di Sanità Futura ha ricordato l’introduzione del “tariffario etico” per permettere ai non residenti in Basilicata l’accesso alle prestazioni senza ricetta del SSN a costi contenuti molto vicini a quelli del Servizio Sanitario Nazionale, un’iniziativa  che si aggiunge in corsa alla campagna “Non siamo un numero” iniziata l’estate scorsa che sui social ha raggiunto, in un paio di mesi, oltre 100mila persone con 12mila interazioni e ha visto circa 500 cittadini iscriversi Sanità Futura che ha aperto l’associazione direttamente agli utenti.

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