Il Comune di Pisticci si costituisce parte civile nel processo ‘Petrolgate’ sulla gestione dei reflui petroliferi

All’udienza preliminare tenutasi il giorno 6 ottobre dinanzi al GUP presso il Tribunale di Potenza, nell’ambito del processo noto come ‘Petrolgate’ che coinvolge 59 indagati nell’inchiesta sul petrolio della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, il Comune di Pisticci si è costituito parte civile per la declaratoria della penale responsabilità degli imputati e per ottenere un risarcimento dei danni patrimoniali e non cagionati dalla gestione della filiera dei reflui petroliferi in Valbasento.

Il Comune jonico, quale Ente rappresentativo della comunità e dei suoi cittadini, è parte danneggiata nell’inchiesta lucana: un ente locale, infatti, come precisato dalla Corte di Cassazione, ha diritto al risarcimento dei danni ogni qualvolta vengano menomati beni o interessi legati al bene ‘ambiente’. I fatti contestati nel processo riguardano la sistematica elusione dei controlli preposti da parte degli Uffici Regionali e la vanificazione delle procedure di smaltimento dei rifiuti, con i conseguenti pregiudizi ambientali, attraverso l’uso fraudolento di codici alterati. Inoltre, dai capi di accusa, si evince un’attività truffaldina degli imputati che avrebbe pregiudicato gli interessi del Comune di Pisticci indicato come parte offesa. A supporto della costituzione di parte civile dell’ente comunale pisticcese vi è anche la specifica imputazione contestata alla società Tecnoparco Valbasento Spa, responsabile di aver ottenuto vantaggi economici dalla consumazione del reato di cui all’art. 260 dl 152/2006, ovvero dal traffico illecito di rifiuti smaltiti presso il suo impianto, destinato alla lavorazione ed allo smaltimento dei reflui provenienti dal CO.VA. di Viggiano, gestito da ENI SpA, indagata nel summenzionato procedimento penale.

L’attività illecita posta in essere dalla società incriminata, già più volte denunciata dal Comune attraverso provvedimenti amministrativi e mezzi di comunicazione, ha prodotto conseguenze ambientali negative sia per le attività agricole e zootecniche della zona, sia per la salute degli abitanti del quartiere residenziale di Pisticci Scalo e dell’intera area, oltre ad un vantaggio economico per i soggetti indagati.
Poiché il riconoscimento di un danno patrimoniale alle persone giuridiche è ammesso dalla giurisprudenza di legittimità, il Comune di Pisticci agisce in giudizio costituendosi parte civile proprio per tutelare la salute, la sicurezza e l’immagine della collettività pisticcese, sicuramente danneggiata dalle attività illecite appurate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.

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