PISTA MATTEI: IL DIPARTIMENTO INFRASTRUTTURE AFFETTO DAL MECCANISMO DELLA “PROIZIONE”

csiSe non fosse una farsa ci sarebbe da sorridere ma è incredibilmente accaduto che dal Dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata, evidentemente per il noto meccanismo difensivo della “proiezione” che scarica su altri responsabilità tutte proprie, ha accusato il Consorzio Industriale di Matera di non procedere celermente
nella attività di infrastrutturazione e promozione dell’importante struttura. In pratica l’Assessore regionale, cui va forse attribuita l’attenuante generica di non conoscere il proprio Dipartimento, addebita al CSI ritardi che vengono
paradossalmente proprio dall’assessorato che dirige da qualche mese.

Vediamo perché:
– con un finanziamento regionale di circa 8 milioni di euro, negli anni scorsi il Consorzio ha realizzato l’allungamento della pista dell’aviosuperfice a 1.600 metri, l’hangar e l’aerostazione;
– frattanto, per circa 18 mesi, il cantiere è stato sequestrato dalla magistratura per indagini di carattere ambientale, conclusesi con un nulla di fatto. Ciò perché, è noto, l’area era in precedenza classificata come SIN (siti di interesse
nazionale), cioè aree a rischio inquinamento che necessitano di peculiari sistemi di bonifica e di trasformazione. Dopo l’indagine, il Ministero dell’Ambiente ha riclassificato SIN l’intera area. Ciononostante, pur tra
complicati procedimenti, il Consorzio ha completato pressoché tutti i lavori previsti;
– l’ente ha perciò presentato alla Regione il collaudo degli interventi per ottenere il saldo finale di circa 800 mila euro. Che attende da appena due anni, una bazzecola;
– pur nella inadempienza regionale, il Consorzio ha nel frattempo affidato previa gara la gestione dell’aviosuperficie, anche qui anticipando circa 450 mila euro. Bene, il triennio della gestione sta per concludersi ed il Dipartimento, per non smentirsi, ha erogato solo 90 mila euro;

– Il Consorzio a gennaio 2016 ha approvato un ulteriore progetto di 1,5 milioni di euro di potenziamento dell’aviosuperficie utilizzando i risparmi della precedente tranche di 8 milioni. Poiché, come si diceva, l’area è classificata sito di interesse nazionale e dunque qualunque intervento deve essere previamente sottoposto a verifica ambientale (a meno che qualcuno non ritenga la materia della tutela della salute delle persone un inutile intralcio
burocratico), il Consorzio nel lontanissimo agosto 2014 ha predisposto un progetto di caratterizzazione dell’area (cioè di verifica circa la presenza di contaminanti). Orbene, in una teutonica prova di efficienza, il Dipartimento
Infrastrutture cui compete per legge di appaltare il servizio di caratterizzazione della Valbasento (e di Tito) non ha, ad oggi (da agosto 2014!), ancora trovato un minuto di tempo per affidarlo, con ciò impedendo al Consorzio di appaltare i nuovi lavori;
– ovviamente l’Ente non è rimasto immobile e sta lavorando alla trasformazione della pista da avio superficie ad aeroporto. Poiché gli interventi –sia detto senza offesa per nessuno- si fanno nel rispetto delle norme, anche ambientali, il Consorzio ha chiesto all’assessore Benedetto di verificare in Regione se il mutamento in aeroporto richiedesse anche l’espletamento della VIA (valutazione di impatto ambientale). Nella promessa, non mantenuta, di un pronto incontro con gli uffici regionali competenti, il Consorzio si è autonomamente attivato per capire quali adempimenti occorressero, appurando che la trasformazione da avio ad aeroporto richiede un c.d. “screening
ambientale” previsto dal testo unico sull’ambiente. Ma, il tutto, si ripete, è condizionato alla rimozione del vincolo ambientale connaturato alla caratterizzazione dell’area che la Regione non riesce ad affidare dal remoto
agosto del 2014;
– potrebbe apparire già troppo, ma dal Dipartimento non si fanno mancare niente e di fatti, oltre a ritardare la infrastrutturazione, si lavora alacremente –si fa per dire- anche a rallentare la promozione della pista. La legge regionale 3 del 2016 (finanziaria 2016) approvata a gennaio ha previsto uno stanziamento di complessivi 2 milioni di euro per il biennio 2016/2017 (750 mila euro nel primo anno, il resto nel secondo) per un percorso di accompagnamento (promozione) della pista Mattei. La legge prevede che gli indirizzi e le proposte fossero presentate alla commissione consiliare competente entro trenta giorni ma, evidentemente, al Dipartimento o è sfuggito l’inciso o l’hanno scambiato per trenta mesi. Tant’è che a distanza di dieci mesi dall’entrata in vigore della legge, la Pista Mattei attende desolata la proposta che il Dipartimento Infrastrutture deve predisporre per conto della Giunta regionale. Per intanto il Consorzio, applicando le norme in tema di appalti che talvolta a qualcuno forse sembrano un inutile intralcio, attua gli interventi che le norme e le risorse consentono:
– lunedì parte la verifica delle prove di portata delle piste laterali per trasformare la Pista Mattei da aviosuperficie in aeroporto – entro 20 giorni sarà bandita la gara per l’acquisizione di due serbatoi carburanti avio
– immediatamente dopo, la gara per i rilievi aerofotogrammetrici per realizzare la carta ostacoli.
Quanto precede non è un rimpallo di colpe, ma un mero elenco di fatti e dati. Il resto è aria fritta. Il Consorzio sta concretamente e seriamente portando avanti anche l’obiettivo primario di letteralmente far decollare la pista Mattei. Lo fa, come appare chiaro, pur con ritardi incredibili del Dipartimento Infrastrutture e con le poche
risorse (non) erogate dal ridetto Dipartimento.
E’, tuttavia, evidente che sin quando opererà il meccanismo della proiezione e non ci si ripiegherà seriamente, in primis nel conoscere ciò di cui si parla e quindi su ritardi ed inadempienze continue, è piuttosto difficile immaginare che quanto programmato sin in termini di ampliamento sia di promozione, possa realizzarsi in tempi rapidi.
A meno che non si ritenga che le cose si concretizzino mediante comunicati stampa.

Consorzio Industriale Matera

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