CONFARTIGIANATO: VOCAZIONE IMPRENDITORIALE PIU’ DEBOLE AL SUD

rosa gentile, vice pres. ConfartigianatoAnche se nelle regioni meridionali, in media, circa il 30% dei lavoratori autonomi sono artigiani e poco più del 25% degli occupati delle piccole imprese (al di sotto dei 50 addetti) lavora nell’artigianato, la vocazione imprenditoriale al Sud è “più debole” rispetto a quella che si registra nel centro-nord. È quanto emerge da un’indagine di Confartigianato che prende in esame 20 indicatori che si riferiscono al mercato del lavoro, alla struttura delle imprese e ad aspetti specifici dell’impresa artigiana. Rosa Gentile, vice presidente nazionale Confartigianato con delega al Mezzogiorno, illustra alcuni dati su tutti: per quanto riguarda la percentuale di artigiani tra i lavoratori autonomi il Molise è sesto (31,3%), seguono Sardegna ottava (31,7) Abruzzo decimo (31,1%), Basilicata undicesima (31%), Puglia 16esima (28,5%), Calabria 17esima 827%), Campania e Sicilia 18esime con 20% e 26,9%. In classifica generale – sulla base di tutti i 20 indicatori – l’Abruzzo è quello che fa meglio 11esimo; seguono Molise 14esimo , Calabria 15esima, Puglia 16esma, Campania 17esima, Sardegna e Sicilia 18esime, chiude la Basilicata 20esima. E’ l’occupazione – sottolinea Gentile – il tallone d’Achille anche se nel parametro della variazione tasso di occupazione nella crisi ritroviamo alcune energie di resistenza tipiche della pmi meridionale con la Basilicata che, sorprendentemente, guida la specifica graduatoria per regioni e Molise e Puglia seste. Si pensi solo agli effetti nefasti – dice Gentile – se l’occupazione nelle microimprese del Sud non reggesse come sta avvenendo nonostante la lunga crisi. Fermo restando le richieste di Confartigianato al Governo in materia di riforma fiscale, revisione degli studi di settore, implementazione delle infrastrutture al Sud e valorizzazione del made in Italy – è scritto nella nota – basterebbero pochi ma fondamentali interventi per supportare meglio le PMI e le imprese artigiane nelle regioni meridionali. Assicurare maggiore e più agevole accesso al credito, riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti per abbattere la tassazione locale (basti pensare agli importi della Tari nei nostri Comuni), agevolare quei settori – come l’edilizia – capaci di fungere da moltiplicatori per tutta una serie di altri comparti, intraprendere un cammino di reale semplificazione legislativa: sono tutti interventi in grado di migliorare la vita delle nostre piccole imprese. Infine – conclude la vice presidente nazionale – l’adeguamento della normativa in materia di apprendistato e l’attivazione delle botteghe- scuola potrebbero rappresentare, al Sud ,  strumenti eccezionali per garantire un sensibile miglioramento dei dati sull’occupazione giovanile.

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