Diritti allo Studio

La scuola riveste nella società di oggi un ruolo ed una funzione fondamentale in termini di promozione e diffusione dei saperi e, se al passo coi tempi ovvero in grado di garantire un pieno e soddisfacente diritto allo studio, contribuisce senza temi di smentita alla crescita di un territorio. Con questo spirito il capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia Michele Napoli ha presentato una proposta di legge sulle “norme per l’attuazione del diritto allo studio”. Il documento è stato presentato venerdì pomeriggio nella sala Sinni della Regione Basilicata. Presenti tantissimi insegnanti, presidi e operatori del mondo della scuola. 

Al tavolo dei relatori – moderato dal giornalista Fabio Amendolara – la professoressa Raffaella Arcieri, Elda Brienza e Massimo Pernozzo della consulta degli studenti e Antonio Pinto, ispettore dell’Ufficio scolastico regionale. Al centro del dibattito il superamento di una legge troppo vecchia, risalente al 1979, che non tiene conto delle problematiche attuali, il rapporto del garante sull’Infanzia che fotografa lo stato di povertà del 25 per cento delle famiglie lucane, la relazione di Legambiente sulle sull’edilizia scolastica che evidenzia come nessun edificio scolastico abbia il certificato di agibilità, ma soprattutto i problemi dei trasporti, l’abbandono scolastico e l’inclusione sociale per portatori di handicap e immigrati. “Non può e né deve aversi, quando si tratta di insegnamento e di diritto allo studio, un approccio di tipo ragionieristico”, ha detto il consigliere Napoli. 
“La scuola, l’istruzione, il diritto allo studio, è per una classe politica degna di questo nome una priorità se l’obbiettivo da perseguire è costruire una comunità migliore, con prospettive di sviluppo e di crescita reale, in grado di reggere la sfida della competitività e di confrontarsi con la modernità”. 
Secondo il capogruppo di Forza italia “la esiguità delle risorse economiche non può diventare un alibi. La nuova programmazione europea 2014-2020 prevede infatti ingenti finanziamenti in tema di istruzione e di inclusione sociale, perché la scuola garantisce integrazione ed inclusione per i meno abbienti, per i disabili e per i meno fortunati. Si tratta, pertanto – ha sottolineato Napoli – di sapere interpretare al meglio le opportunità offerte dalla Unione Europea e di sviluppare una progettualità strettamente collegata ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie, desiderosi di vedere soddisfatto un diritto, quello allo studio, costituzionalmente garantito”.
Secondo il capogruppo di Forza Italia “il Pon Cultura può essere una straordinaria occasione per garantire la sostenibilità finanziaria di un diritto allo studio come articolato nella proposta di legge che, nel recepire i principi della L. 107/2015 (Buona scuola), contiene una serie di disposizioni che superano la vigente legislazione regionale, risalente al 1979 ed ormai superata ed anacronistica”. “Ai giovani studenti lucani – ha concluso Napoli – occorre garantire maggiori e migliori prospettive di inserimento nel mondo del lavoro, attraverso un percorso scolastico che si contraddistingua per le solide basi che è in grado di offrire, per competenze specifiche, per la capacità di offrire ogni utile elemento per comprendere le dinamiche di una società sempre più globale. 
Per raggiungere i risultati di policy che ci si prefigge di raggiungere con la proposizione di questa legge, fondamentale è il ruolo che la Regione dovrà svolgere: di pungolo, di stimolo, di coordinamento, di orientamento, chiamando a responsabilità tutti i soggetti istituzionali e non (Direzione scolastica regionale, presidi, docenti, studenti e famiglie) interessati alla crescita e allo sviluppo della propria comunità e del proprio territorio”.




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