Renzi ha detto che il voto di domenica non è un voto di protesta ma di cambiamento.

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  Mi sembrano frasi fatte, concetti banali; forse era meglio se continuava il suo silenzio stampa.
Piuttosto il popolo italiano si è stancato di stare con il cappello in mano in attesa di un diritto camuffato da regalino e ha capito, era ora, che se non ci si rimbocca le mani non c’è futuro.
Ora il popolo italiano è pronto a sfidare i saccheggiatori della repubblica, i privilegiati, gli arroganti detentori del potere.
Intravedono nel M5S l’interprete giusto, l’alfiere della rinascita, della consapevolezza del lerciume.
I partiti, tutti, si sono fatti sfilare la possibilità di gridare loro “onestà onestà”, finendola di candidare inquisiti e condannati e di aspettare le sentenze definitive, casomai di prescrizione. Hanno preferito rubare gli ultimi spiccioli, razzolare anche le molliche, sistemare l’ultimo amico, affidare l’ultimo incarico.
Non hanno rinunciato ai rimborsi, a parte del lauto stipendio, gridando all’antipolitica.
Hanno spavaldamente irriso gli avversari aspettandoli al varco con l’intimidazione mafiosa del “vediamo se sarete capaci di fare” “guardate che perdete contributi e olimpiadi” e via discorrendo.
Gli italiani gli hanno risposto con una pernacchia.
Hanno dato a intendere che amministrare è cosa difficile, per pochi addetti, cioè loro, quasi non fosse vero che loro, proprio loro, ci hanno portato a questa situazione.
Per far meglio ci vuole davvero poco, partendo dal fondo dove ci hanno costretti.
Il rammarico va all’opposizione, che si è comportata come la maggioranza, definendo populisti e visionari, stupidi e ingenui, quelli che ora stanno trionfando. Riuscendo a non rinunciare a niente, con avidità per le briciole pari a quella della maggioranza per le vere e proprie pietanze.
Ora staranno coi fucili puntati sui vincitori. Loro, ma non gli italiani che, invece, avranno pazienza, perché sanno che la desertificazione costruita per decenni, abbisogna di un po’ di tempo per essere bonificata.
I partiti, ciechi, hanno perso l’opportunità di unirsi al rinnovamento, ora ci metteranno anni.
Mi dispiace, come militante di destra che ha parlato al vento quando ha detto di non delegare al M5S ogni battaglia di legalità e al privilegio, dover assistere a una debacle inaudita, non riuscendo a consolarmi con la sconfitta, anche maggiore, di Renzi e del PD.
E ora si cambi pagina, se ne è capaci; altrimenti le ondate abbatteranno anche quel poco di buono che residua nei partiti.

Avv. Luciano Petrullo, portavoce Fdi AN città di Potenza




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