CONFRONTO POLITICO ANNULLATO – Radio Laser fa chiarezza su attacco Verri (M5S)

“Le parole sono pietre” sosteneva in un suo celebre libro, Carlo Levi. E quando le si usa bisognerebbe fare attenzione come e contro chi le si “scaglia”. Il significato della locuzione latina “Est modus in rebus” (“C’è una misura nelle cose”), riconducibile al poeta lucano Orazio, all’indomani dell’articolo pubblicato su una testata online a firma della candidata a Sindaco di Pisticci avv. Viviana Verri, assume un valore alquanto attuale e dal quale non si può prescindere al fine di valutare alcune illazioni dirette alla testata giornalistica che, da anni, mi onoro di dirigere. Spiace non poco aver appreso, attraverso una telefonata nel pomeriggio di mercoledì 15 giugno e successivo sms, ricevuti solo il giorno prima del confronto che si sarebbe dovuto svolgere proprio su Radio Laser il 16 giugno alle 11, che quest’ultima avrebbe declinato l’invito a parteciparvi per la pubblicazione, sul blog dell’emittente, di un articolo a firma del comitato elettorale facente capo al Dott. Vito Di Trani e in merito al quale la stessa candidata Verri dichiara “l’organizzatore del confronto non ha esitato a pubblicare il comunicato…” e continua asserendo che (“…destino diverso hanno avuto i numerosi comunicati stampa inviati allo stesso da noi come M5S e sistematicamente ignorati”). Per un sano esercizio della memoria, occorre innanzitutto ricordare che, alla suddetta testata giornalistica, dal mese di febbraio 2016, non è pervenuto alcun comunicato da parte del movimento pisticcese. Per cui, se la candidata Verri avesse inviato un comunicato stampa non sarebbe, certamente, stato oggetto di censura. Così come non c’è mai stata censura per altri. Questo semplicemente perché Radio Laser è un organo di libera informazione. Non ha bandierine da esporre né elezioni in cui concorrere. Dunque, perché attaccarla così gratuitamente? Esistono, per caso, figli e figliastri? Testate amiche e non? Ce lo dica la candidata Verri, anche perché – da più di 25 anni – la radio paga “regolarmente” le tasse dichiarando tutto nel pieno rispetto della legge, non percepisce alcun pubblico finanziamento, si fonda sul duro lavoro, sui sacrifici e sulle privazioni anche personali. A proposito, poi, di chi avrebbe dovuto condurre il confronto vorrei chiarire che, rispetto alle dichiarazioni dell’avv. Verri (“Io non mi sottraggono ai confronti organizzati con serietà e ispirati a tematiche concrete …”), la mia scelta era ricaduta su due figure professionali quali Antonio Grasso e Mary Padula. Il primo, giornalista con esperienze su carta stampata, radio e web, ha dimostrato – proprio sulle frequenze di questa emittente – di dare voce e spazio a chiunque (compreso il M5S), all’interno della popolare trasmissione di approfondimento politico, da lui stesso ideata e condotta sotto il nome di “Reset – La politica al punto di partenza”, dal 2010 al 2013. Lo stesso Grasso è autore dell’apprezzato libro “Grasso che cola” col quale, in piena libertà dal punto di vista intellettuale, denuncia – fra l’altro – in chiave satirica i paradossi, le anomalie e le storture in chiave politica made in Basilicata e non solo. Mary Padula è nota, invece, per aver dato voce al M5S quando quest’ultimo veniva sistematicamente ignorato da alcune testate regionali. I temi analizzati nei suoi reportage, interviste e servizi più in generale, sono stati fra quelli più “a cuore” proprio al M5S: da quelli relativi all’inquinamento ai danni all’ambiente a quelli prettamente di carattere politico. Non solo. Ad esprimersi erano rappresentanti del movimento di tutta la regione (ricordiamo, ad esempio, l’iniziativa del M5S di Scanzano Jonico in merito la questione rifiuti, piuttosto che la vicenda che ha visto coinvolta una famosa azienda alimentare operante in Basilicata da più di 20 anni lesa dalla presunta “installazione di impianti Forsu” nelle immediate vicinanze). Ergo, il confronto si sarebbe tenuto senz’altro con serietà, imparzialità e sulla base di contenuti concreti. Per tali ragioni, ritengo che le affermazioni rivolte alla mia testata da parte dell’avv. Verri siano non veritiere e aggiungo lesive. Tanto Le dovevo. Con cordialità e senza rancore.

Il direttore responsabile
ANTONIO VITO RONDINONE




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