PISTICCI. PELAZZA (UDC): AUMENTO TARI NON CORRISPONDE AD UN SERVIZIO EFFICACE E DI QUALITA’

La maggioranza di Di Trani nell’ultimo consiglio comunale ha aumentato l’aliquota TARI. Sebbene la cosa sia passata quasi in sordina, il dato finale e’ che i cittadini pagheranno un aumento della tassa sui rifiuti pari al 20- 25%. Il problema e’ che al pagamento di una tassa o al suo aumento, dovrebbe, almeno nei paesi civili, corrispondere l’erogazione di un servizio efficace e di qualita’. Nel nostro paese invece la TARI aumenta mentre la raccolta differenziata stenta a partire presentando criticità da risolvere immediatamente. La raccolta differenziata, sebbene sia stata ampiamente pubblicizzata con dispendio di denaro pubblico, non solo non e’ diventata cultura ambientale, ma la drastica eliminazione dei classici cassonetti ha creato panico in alcune fasce di popolazione, disagi ed accumuli di rifiuti sparsi in tutto il territorio comunale (per non parlare delle campagne pisticcesi). Quello che manca è una contestualizzazione della raccolta rispetto alle esigenze della popolazione ed alle peculiarità e tipicità del territorio che è di per sè un territorio non facile. Da giorni raccogliamo segnalazioni di cittadini che si lamentano anche del presunto mancato svuotamento dei contenitori in dotazione alle famiglie, ritenuti persino troppo poco capienti. Altro punto dolente e’ la raccolta dei rifiuti a livello condominiale, soprattutto a Marconia, dove la tipologia delle abitazioni pone problemi soprattutto dal punto di vista logistico. Emblematico in tal senso è il caso del residence Pitagora a Marconia, dove fino a qualche giorno fa 80 famiglie non potevano differenziare e conferire i rifiuti perche’ il gestore della raccolta era impossibilitato a ritirare e svuotare i contenitori per questioni legate alla proprieta’ dell’area che circonda l’edificio. E così ai margini delle strade si sono accumulati rifiuti di ogni genere. Le questioni sono sotto gli occhi di tutti e degli stessi uffici da noi interpellati; pare che siano state fatte contestazioni e diffide. La vicenda diventa ancora più complicata se consideriamo invece un dato puramente tecnico: il gestore della raccolta dei rifiuti ha dovuto giustamente accelerare le procedure poiché se entro ottobre 2016 non si raggiunge il 65% di raccolta differenziata si vedrà costretto a pagare 20.000 euro di penale per ogni punto percentuale di differenziazione non raggiunta. Eppure al danno segue sempre la beffa. In effetti il cittadino non solo dovrà pagare un rincaro della TARI del 25% sopportando una raccolta differenziata che stenta a decollare (almeno al momento) ma potrebbe assistere ad un ulteriore indebitamento dell’ente comunale. Infatti, da stime condotte dagli uffici, bisognerebbe recuperare subito un altro milione di euro per smaltire 7.000 tonnellate di rifiuti organici accumulati in balle (sopravaglio) presso la discarica e che andrebbero smaltiti presso un inceneritore. Dunque debiti su debiti che aggravano un bilancio dell’ente di fatto gia’ ingessato. Insomma una ulteriore ipoteca sul futuro economico del comune gia’ in odore di dissesto. La sfida per l’amministrazione che verrà non potrà che essere quella di evitare ulteriori debiti senza incidere sulle tasche dei cittadini, i quali, grazie a questo ennesimo aumento della tassa sui rifiuti praticata dal sindaco uscente, a breve saranno chiamati a fare l’unica differenziazione per loro al momento socio-sostenibile: quella politica.

Dr. Vito Daniele Pelazza. 

Gruppo consiliare UDC.




Commenta per primo

Rispondi