L’INTERVENTO DI MARCELLO PITTELLA ALL’INCONTRO CON MATTEO RENZI

“Gentili autorità, caro Matteo, innanzitutto grazie per essere qui e grazie per quanto stai facendo con il tuo governo. Saluto anche il sottosegretario Claudio De Vincenti che con un lavoro meticoloso ci ha consentito di essere qui stasera e di firmare il patto per la Basilicata”. Con queste parole il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, ha aperto il suo intervento al teatro Duni di Matera alla presenza del presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi. “La tua presenza – ha aggiunto Pittella Rivolgendosi al capo del governo – ci conforta e ci accompagna. Ci dice che non siamo soli. Non siamo soli se ieri il Cipe da te presieduto stanzia 2,5 miliardi per la ricerca e uno per la cultura. Non ci sentiamo soli se la disoccupazione scende 11,4 percento, non siamo soli se si registrano 380 mila occupati in più e non siamo soli in Basilicata se le nuove assunzioni dei lucani residenti in italia nell’ultimo anno sono state più di 12 mila e se le assunzioni nuove dei soli lucani residenti in Basilicata sono state quasi 10 mila. Merito della riforma del mercato del lavoro, ma sono numeri che abbiamo il dovere di recuperare e conoscere. Governare il cambiamento è una fatica – ha aggiunto Pittella – significa scontrarsi quotidianamente con i sabotatori di ogni innovazione. Vai avanti presidente Renzi sulle riforme. E sappi che in tantissimi saremo in autunno ad accompagnarti nella sfida referendaria sulle riforme costituzionali. Ma si sa, la innovazione è una scelta coraggiosa, dimostrata in Italia, e in piccolo, da noi, da una piccola regione come la Basilicata, che ha saputo innovare e riformarsi in una sorta di laboratorio dell’azione pubblica, una regione cerniera che unisce e avvicina le sponde del mediterraneo, capace di spendere il 100 percento delle risorse comunitarie affrontando e superando declinazioni con tenacia. Questa è una terra fatta di persone perbene, di organizzazioni serie”. Pittella ha quindi consegnato una serie di numeri riguardanti la Basilicata e il Governo regionale. “Numeri che incoraggiano questo sforzo. Più 106 per cento di start up, 55 per cento in più di uso di fonti rinnovabili, disoccupazione passata dal 17 al 12 percento in questi due anni, più 150 percento di esportazioni grazie anche alla Fiat, siamo ultimi per fallimenti aziendali, 36 percento di assunzioni a tempo indeterminato, turismo d’eccezione con più 26 percento di arrivi, così come tutti abbiamo costruito insieme una stagione di infrastrutture immateriali, più 82 percento di copertura rete sulla banda larga, 9 milioni di euro investiti sul piano disabilità, 410 milioni di euro con la banca europea degli investimenti. Certo siamo anche regione che manifesta criticità per complessità di investimento. Sui controlli e sulla tutela della salute dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter fare di più e stringere un nuovo patto fra Governo e regione tra sostenibilità e sviluppo, indispensabile per una regione che si candida a essere pilota, sui turismi, su agroalimentare, su innovazione, su ricerca. Ed è molto interessata a intercettare investimenti su cui il governo nazionale sta lavorando. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida e la tua presenza qui è il sigillo a questa nuova stagione. Vogliamo continuare su questa strada ed il patto per la Basilicata si muove su questa direzione individuando precisamente cinque aree di investimento, i cinque assi per lo sviluppo della nostra regione. Alla demagogia noi preferiamo il dialogo e l’ascolto, il reciproco rispetto perchè è la sola strada che ci fa raggiungere obiettivi chiamando a responsabilità tutte le regioni d’Italia e in particolare quelle del sud. Chiediamo a chi pensa di trincerarsi di pensarci bene perchè sarebbe il preludio di un isolamento non utile ad alcuno. E poi abbiamo Matera 2019 , il nostro fiore all’occhiello, un traino per tutta la Basilicata con più 61 percento di arrivi da un anno a questa parte. Vogliamo far diventare la Basilicata un sistema che ruoti intorno a Matera e alle sue straordinarie potenzialità. Ma non basteranno trasporti più facili se il pensiero meridionale resterà lento e ancorato al passato. Matera2019 è capacità di condividere una cultura della innovazione e della legalità, della fiducia e della cooperazione, della trasparenza e della responsabilità. Dobbiamo investire sul futuro rompendo i dogmi di un passato troppo sonnolente. Occorrono lavoro, fatica, talento. Cose che in questa nostra terra non mancano”.




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