on.Latronico (Cor) su inchiesta petrolio

“Quello che colpisce della vicenda legata al petrolio in Basilicata, se venisse confermata l’ipotesi accusatoria, e’ che non ci sono controlli ambientali e quei pochi non hanno alcuna consistenza essendo aggirabili. Sentire dire, come sostengono i magistrati inquirenti, che c’è una organizzazione che realizza un sistema di criminalità ambientale avvelenando terra ed aria, al netto dei necessari accertamenti processuali, obbliga il governo nazionale e quello regionale a prendersi tutte le responsabilità del caso perché sono in gioco valori primari come la vita e la salute delle persone e dell’ambiente”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Cor). “Abbiamo sempre creduto che nel sistema dei controlli ognuno facesse il suo dovere con scrupolo e coscienza, un grande player di stato come l’Eni , e gli organi di controllo nazionali (Ispra ) e regionali ( Arpa e Regione Basilicata). Se questi soggetti sono venuti meno ai propri doveri siamo innanzi ad uno scandalo di proporzioni immense che merita di essere sanzionato severamente, celermente e con evidenza pubblica. Mentre la magistratura fa il suo corso, speriamo rapidamente, il governo nazionale deve tempestivamente intervenire per chiarire l’effettivo stato delle cose, per ripristinare un clima di fiducia e di affidabilità con le popolazioni che sono ferite ed addolorate per quanto sta emergendo. La tutela ambientale fatta con rigore e con l’applicazione delle migliori tecnologie, la realizzazioni delle reti di monitoraggio sofisticate ed affidabili, un controllo terzo ed indipendente sono stati i punti del nostre ripetute sollecitazioni, su cui abbiamo sempre insistito promuovendo due visite della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nel centro Cova di Viggiano. Se queste relazioni sono state segnate da rapporti falsi e non veritieri, più di qualcuno dovrà renderne conto. Chiederemo al Presidente Renzi di venire immediatamente a riferire alla Camera perché sono in gioco in Basilicata la vita delle persone, la salubrità ambientale, il lavoro di miglia di presone ed una prospettiva di sviluppo di una regione che ha offerto il suo territorio per i bisogni energetici della nazione e che oggi si vedrebbe ripagata amaramente”.

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