CONCERTO A PISTICCI – Rappresentazione Requiem in re minore K 626 di W. A. MOZART per soli, coro e orchestra.

Nella domenica delle Palme nella chiesa di S. Antonio a Pisticci si è celebrato un evento di portata storica il Concerto del “Requiem in re minore K 626 di W. A. Mozart. Un luogo di culto che si è trasformato e dato spazio per l’occasione alla cultura. Daltronte lo diceva anche Sant’Agostino “Chi canta prega due volte”, dove come ha detto Don Michele parroco della canonica ospitante, nei saluti finali “gli strumenti e il canto stesso sono portati dagli uomini dell’orchestra nel cuore come una grande missione divina”. Un progetto nato già in agosto 2015 a Pisticci durante un incontro con l’assessore alla Cultura del Comune di Pisticci Maestro Alessandro Vena, e lo stesso Comune di Pisticci che ha patrocinato l’evento, ha spiegato il presentatore della serata Tonino Bernardelli, che ha ringraziato come anche ai tantissimi che hanno affollato in ogni spazio la chiesa per l’occasione. 

Un concerto di rara bellezza e qualità, dove solisti di eccezione come Rossana Potenza (soprano); Patrizia Porzio (Mezzosoprano); Francesco Fortes (tenore); Carmine Monaco (basso); si sono esibiti e sono stati contornati dalla compagine corale del “Coro sinfonico Hydruntino di Lecce” diretto dal Maestro Antonio Florindo Pizzoleo, mentre l’orchestra Internazionale della Campania magistralmente diretta dal grande Maestro di fama Internazionale Leonardo Quadrini. Una delle pagine più belle del repertorio classico, ma anche l’ultima “partitura” di W. A Mozart, rimasta incompiuta a causa della prematura scomparsa del musicista, poi completata da altri musicisti legati al suo “enturage”, poi da ultimo dal suo allievo Franz Xaver Sussmayr. La rappresentazione della “messa mozartiana”, non solo una pagina più complessa dell’intera storia della musica, ma anche il dramma di un uomo genio della musica, anche poco prima della sua morte. Un opera grandiosa, imponente e che affascina, anche per l’alone di mistero che ne ha per tempo avvolto la sua genesi, legata indissolubilmente con la fine stessa dell’autore. Anche se del tutto leggendaria è la storia narrata da Stendhal, di un anonimo e lugubre committente che si sarebbe presentato nel cuore della notte ad un Mozart già malato e prossimo alla fine, rinchiuso in un mantello nero e con il volto coperto da una maschera di carnevale ed una sacca contenete cinquanta ducati per scrivere entro un mese una messa per la sua stessa morte, e oggi sappiamo tutti come andarono esattamente le cose senza nulla togliere alle fantasiose ricostruzioni cinematografiche di Milos Forman con il suo “Amadeus”. Una serata dove la musica ha entusiasmato i presenti rimasti fino a fine di un grande concerto sottolineto dal lungo applauso finale, che è andato sicuramente anche a chi è stato promotore di un progetto culturale innovativo, volto a valorizzare energie artistiche e creative e soprattutto un evento che si inserisce senza dubbio di diritto con i grandi eventi di Matera Capitale Europea.

Reportage LDM

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