UIL: CIG, PRIMI DATI 2016 SOTTO IL SEGNO NEGATIVO

Delle 74 Province interessate dall’incremento della cassa integrazione a febbraio scorso Potenza (che passa dalle “zero ore autorizzate” di Gennaio alle oltre 59 mila di febbraio) è tra i primi posti. E’ quanto si rileva dal secondo Rapporto Uil, per il 2016, sul ricorso agli ammortizzatori sociali. Come dato quantitativo di ore di cig è invece la provincia di Matera a segnare quello più consistente (102.100 ore) che è circa il doppio di Potenza. Questo accade – evidenzia la nota della Uil – nonostante che anche in questo mese, come ammette la stessa INPS, il dato sulla cassa ordinaria risente di un significativo blocco amministrativo che ha rallentato le autorizzazioni in molte province o, addirittura, bloccato in alcune (14). Quindi il dato generale è fortemente condizionato da questo “fermo”. Un primo “bilancino” del 2016 si può azzardare analizzando il 1° Bimestre: rispetto allo stesso periodo del 2015, si segnala un aumento del 6,9%. Incrementi si registrano nella gestione straordinaria (+35,7%) e nella deroga (+25,7%) a fronte del calo della ordinaria (-60%). Nonostante ciò a livello di macro area, si registra un aumento nel Mezzogiorno (+215,3%), a fronte di una diminuzione del Centro (-31,1%) e del Nord (-5,3%).
Se sovrapponiamo i dati della Cassa Integrazione con quelli, parziali, delle assunzioni (dati Inps sugli avviamenti) – è il commento della Uil – si comprende come stiano convergendo questi dati ( non esaltanti) con la bassa crescita del Pil che, proprio in questi mesi, segnala un rallentamento (pur flebile) della nostra economia. Quindi, la risposta ai problemi del lavoro e dell’occupazione, non può che essere politica, anzi, di una nuova e buona politica economica fatta di riduzione del peso fiscale sul lavoro, di investimenti in opere pubbliche, di rinnovo dei contratti a partire da quelli pubblici .
Per la Uil, inoltre, dall´Inps la conferma: con Pil da zero virgola e sgravi contributivi tagliati, a gennaio, non era inaspettato il calo di tutte le assunzioni. Nessuno può gioire di questo, ma occorre che la Politica e il Governo indichino strade realistiche e non tampone  rispetto alla bassa occupazione. Finché il tempo indeterminato aveva un costo pari a ‘zero’ in termini di contributi, le aziende hanno assunto, oggi che il costo è risalito si assiste alla frenata. Il tutto fa il paio anche con l’impennata di voucher venduti nel 2015 e che continua a registrare alti numeri, anche nel primo mese di quest’anno. Si assume, dunque, se c’è convenienza in termini di costi. E’ chiaro che servono politiche che incentivino le assunzioni in termini di costi, ma il Paese spenderebbe di meno se la politica orientasse le sue strategie verso la crescita a cominciare dalla riduzione del carico fiscale sul lavoro, da investimenti pubblici in opere infrastrutturali, dalla valorizzazione del contratto di apprendistato e dal miglioramento delle regole e dei controlli per i voucher

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